AIKIDO

LA DISCIPLINA

la pratica

Molte persone prima di cominciare una qualsiasi attività fisica sono preoccupate per la propria prestanza e attitudine, si pongono problemi inerenti all'età, o nel caso di donne, al fatto di essere fisicamente più deboli di un uomo, problemi che potrebbero costituire una barriera d'ingresso.

Se tali problemi possono essere considerati validi per altre attività più o meno a carattere marziale, nel caso dell'Aikido non vi è alcuna controindicazione. Per sua natura l'Aikido può essere realmente praticato a qualunque età e senza l'ausilio di una particolare forza fisica. L'unico requisisto richiesto è la disponibilità personale ad un lavoro costante e paziente, impegno che causerà abbondanti sudate e fatica, ma tutto senza uscire dell'ordinario, senza la pretesa di prestazioni eccezionali, e con i risultati che un buon allenamento garantisce.

Tutto ciò che in una palestra si vede eseguire, non è di particolare difficoltà o appannaggio di pochi "eletti": le tecniche eseguite velocemente, le cadute spettacolari, i movimenti fluidi ma potenti sono il frutto di un allenamento serio e costante.

Molto spesso chi si avvicina ad un'Arte marziale domanda a questa garanzie di efficacia in una eventuale applicazione nella difesa personale: in questi tempi poco tranquilli a livello sociale, è di fatto una domanda non retorica e necessita di una risposta seria e realistica, anche se risulterà priva del fascino del facilmente conquistabile.

Considerando i termini reali del problema, bisogna tener conto di quanto sia difficile fronteggiare una minaccia, magari armata, portata da un individuo più "disposto" di voi ad usare violenza e che ha dalla sua parte esperienza, potenza, decisione, probabilmente disperazione, e, sicuramente non ultimo, un deteminante elemento sorpresa.

E' dunque inutile, e di fatto poco realistico, garantire in breve tempo di fronteggiare e vincere tale avversario!

Ciò che invece si può raggiungere è la capacià di vivere tale momento "a mente fredda", senza che il panico prenda il sopravvento e non permetta altro che di essere una "vittima" predestinata.

La pratica di palestra permette di sviluppare tutto ciò che può servire ad affrontare, nel modo meno traumatico possibile, una situazione critica: maggiore lucidità e sicurezza, migliore visione globale, più ampia percezione del tempo, capacità di intravedere una via d'uscita, fosse anche questa una ... fuga a gambe levate.

Detto ciò, molti saranno delusi da un risultato apparentemente così piccolo, ma non è creando aspettative poco realistiche che si ottengono maggiori adesioni alla pratica dell'Aikido e alle arti marziali in genere. Ci sentiamo inoltre in dovere di stigmatizzare chi, di fronte ad una domanda diffusa, offre la soluzione sotto forma di corsi specifici molto spesso improvvisati. Non dubitiamo che esistano operatori seri ma questi solo ad una attenta osservazione si distinguono dai pataccari e un po' di prudenza, in una eventuale scelta, non guasta.

Ciò detto lo scopo dell'Aikido non è quello di fornire degli strumenti da utilizzare come difesa personale, l'Aikido insegna, a chiunque lo voglia, a dominare il corpo e lo spirito.

L'allenamento regolare giova alla salute rendendo i riflessi più rapidi e conferendo un senso non comune dell'equilibrio. E' normalmente con senso di imbarazzo che ci si scopre, nei primi tempi di pratica, completamente impacciati nell'eseguire movimenti all'apparenza semplici e non in grado di controllare il proprio corpo come si credeva.

Altro beneficio indubbiamente pratico, è il contributo che l'Aikido fornisce nell'acquisizione di un miglior equilibrio emotivo, favorendo la capacità di esercitare maggior calma e sicurezza anche nelle contrarietà della vita di tutti i giorni.

La pratica dell'Aikido non si inserisce facilmente in una logica di efficacia marziale, esattamente come qualsiasi altra disciplina praticata nelle paleste di tutto il mondo. L'Aikido è pratica di palestra, che ha un senso e una realtà esclusivamente nel Dojo, una sorta di linguaggio comune che permette la comunicazione fra individui che conoscono l'alfabeto e la grammatica di quest'Arte.

Nell'ambito di un discorso valido per Karate, Judo, Aikido e altre discipline marziali, non è consigliabile per un praticante tentare di applicare "sulla strada" quella tecnica che in palestra, dopo tanto allenamento, riesce così bene, come è inutile profondersi in mille spiegazioni in italiano a chi comprende solo il cinese.

Piuttosto che parlare quindi di potenza dell'Aikido nella strada, pensiamo ora a non sottovalutare il valore dell'Aikido nella sua potenzialità di mettere in relazione gli individui fra loro, il tutto sulla base di un linguaggio comune, e tentiamo individualmente, se è il caso, di approfondire questa analogia fra Aikido e linguaggio. Vedrete come questo possa essere proficuo per la comprensione non solo di ciò che accade nel Dojo, ma anche della realtà intorno a noi. Tutto ciò costituisce molto di più che la semplice possibilità di cavarsela da un brutto incontro per la strada.

Interpretare l'Aikido come linguaggio, come strumento di comunicazione, permette di cogliere il rapporto costruttivo e dialettico far gli individui. La pratica dell'Aikido non mette due individui contro, vi è piuttosto uno scambio di energie, sensazioni, impressioni sia a livello conscio, sia a livello "epidermico" : è questo reciproco scambio che costituisce la paricolarità dell'Aikido, è questo reciproco scambio che un praticante di Aikido dovrebbe ricercare.

In questo suo essere "educativo" l'Aikido mostra l'effettivo valore di pratica completa, è anche per questo contenuto che molti si stanno avvicinando a questa disciplina, e per questo contenuto che la nostra Associazione si impegna ad esempio nel portare ai più giovani all'esterno e all'interno del mondo della scuola progetti di avvicinamento all'Aikido.